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Apparato pubblico più efficiente per rilanciare la Capitale

Di Marcello Condemi

«Roma Caput Mundi» si era soliti ripetere nelle ere passate, e a ragion veduta!
Oggi, a distanza di millenni da quei fasti, addolora constatare lo stato di difficoltà dell’economia (e non solo) della Capitale, mentre, dati alla mano, il ruolo di centralità nel Paese, in termini economico- finanziari (e non solo) spetta a Milano. Alcune indicazioni tratte dagli ultimi rapporti pubblicati con riferimento al 2021 dalle rispettive Camere di Commercio, ci danno contezza del significativo divario che separa le due realtà.
Il tasso di attività nella Capitale (il rapporto tra popolazione in età lavorativa e quella occupata o in cerca di occupazione), rispetto a quello milanese, è del 53,3% contro un 69,5%, il tasso di occupazione del 48,1% contro un 58,2%, il tasso di disoccupazione del 9,8%, contro un tasso del 6,5% e, infine, troviamo valori, del 20,4% e del 12,8% con riguardo alla disoccupazione giovanile. Il raffronto, fortemente penalizzante per la Capitale, si mantiene tale anche sul fronte imprenditoriale: desta allarme (i) il rapporto tra le imprese registrate e quelle effettivamente attive, che si attesta al 76,3% contro un 83,3% relativo al territorio milanese; è ancora peggiore (ii) il tasso di crescita del numero delle imprese che, nel capoluogo lombardo, è del 2,3% (significativamente superiore rispetto alla media nazionale, pari al 1,4%) con un saldo positivo tra le nuove attività iscritte e quelle cessate pari a 8612 unità, mentre nella Capitale è negativo con un – 10,1% e con un saldo altresì negativo tra le nuove attività iscritte e quelle cessate di -45358 attività.
Il precipitato di tali significative discrasie influisce, poi, sul volume dell’import-export: l’area romana importa per 21 miliardi ed esporta per 12 miliardi di euro, mentre l’area milanese registra volumi pari, rispettivamente, a 75,2 e 46,1 miliardi.
Il quadro è quindi allarmante. E ora che la politica, non solo locale, intervenga con urgenza. Occorre invertire decisamente la rotta, restituendo alla Capitale la centralità che le spetta, in termini economici, culturali e di immagine, in campo nazionale, europeo e mondiale.
Quali i possibili rimedi? Per restituire vigore alla Capitale una recente analisi suggerisce di migliorare l’efficienza dell’apparato amministrativo pubblico (elevando il livello qualitativo del capitale umano), sì da innalzare la produttività del sistema economico locale e migliorare la capacità di attrarre capitale privato e lavoratori qualificati; di rafforzare le attività già esistenti a più alta intensità di conoscenza (informatica, tlc, audiovisuale, sanità, attività culturali, ricerca e sviluppo, consulenza aziendale) capaci di garantire una crescita economica più sostenuta e di potenziare la collaborazione tra il sistema della ricerca pubblica con quello delle imprese private; di migliorare la governance del turismo al fine di attrarre una più vasta (e qualificata) tipologia di viaggiatori.

Pubblicato sul quotidiano “Il Tempo” in data 29 settembre 2023

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