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Coperture e rischi: serve aumentare la consapevolezza sulle assicurazioni contro le catastrofi

Di Marcello Condemi

Un recente studio condotto dalla Banca d’Italia (febbraio 2024) evidenzia la forte carenza nel nostro Paese di adeguate coperture assicurative in caso di eventi catastrofici. L’Italia infatti al pari (e fors’anche più) di altri Paesi è esposta a sempre più frequenti e devastanti eventi naturali di vario genere, quali eventi sismici e climatici, latori di  danni di significativa entità in primo luogo a famiglie e imprese (commerciali ed agricole) e a tutti coloro che direttamente ne sono colpiti, ma anche, sebbene in via indiretta, all’intera collettività in quanto distruttivi dell’ambiente, con conseguente generazione di oneri collettivi finalizzati a sostenere i pesanti aiuti di Stato di solito erogati. Di qui la necessità di stipulare, in primis da parte delle imprese, idonee coperture assicurative, ricorrendo a polizze che necessitano della stima dei danni subìti o anche a coperture assicurative di tipo “parametrico” le quali, legate appunto a determinati parametri (ad es. all’intensità di un terremoto superiore ad un livello prefissato), consentono più facilmente la misurazione degli effetti pregiudizievoli subìti. Tuttavia, malgrado gli elevati rischi specie di origine climatica, la sensibilità e la propensione italiana verso la stipula di dette polizze risultano essere particolarmente basse. Infatti, il ricorso alle assicurazioni nel ramo danni, secondo gli ultimi dati forniti dall’IVASS nel 2023 e relativi al 2021, si attesta all’1,9% del PIL nazionale collocandosi ben al di sotto della media OCSE, pari al 4,9%, e, in particolare, in base ai dati OCSE relativi al 2022, ben al di sotto del 4,6, 3,9, 2,9 e 2,9% rispettivamente di Francia, Germania, Spagna e UK. Conseguenza di ciò è che, stando ai dati dell’EIOPA, nel 2019 soltanto il 35% delle perdite derivanti da eventi catastrofali è risultato coperto da assicurazione. Ma a cosa è dovuta tale disaffezione? Le ragioni sarebbero da ricercare nella scarsa educazione finanziaria, nel basso livello di reddito disponibile, nelle elevate aspettative di interventi pubblici di sostegno e nella sfiducia nelle assicurazioni. Ma non solo: l’offerta di mitigazione degli eventi catastrofali in Italia, infatti, stando ai dati IVASS, è concentrata per il 92% in capo ai maggiori gruppi assicurativi; assai differente è poi la tradizione statistica relativamente agli eventi sismici e climatici, posto che se i primi risultano essere misurati e tracciati da secoli, i secondi lo sono da appena due decenni. Orbene, l’evidente dannosità dei fenomeni catastrofali, spesso esiziali per famiglie e imprese, come anche la forte riluttanza a farvi fronte assicurativamente, richiedono urgenti interventi mirati a modificare lo status quo; una prima, seppur parziale, risposta a tale esigenza è rappresentata dalla legge di bilancio 2024 (legge n. 213/2023) all’interno della quale sono contenute specifiche misure in materia di rischi catastrofali.

Pubblicato sul quotidiano “Il Tempo” in data 8 febbraio 2024

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