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Povertà: non più rinviabile un intervento per le fasce più disagiate

Di Marcello Condemi

Il fenomeno inflattivo, i cui effetti sono aggravati dalla sua “forte accelerazione”, ha determinato tra l’altro pesanti ricadute sui già magri bilanci della popolazione italiana meno abbiente. L’ISTAT, nel Rapporto sulla povertà in Italia nel 2022 pubblicato lo scorso 25 ottobre, ha registrato gli impatti devastanti di tale fenomeno sul livello economico della popolazione, rilevando la presenza di oltre 2,18 milioni di famiglie (8,3% rispetto al 7,7% nel 2021) e di oltre 5,6 milioni di individui (9,7% rispetto al 9,1% del 2021) in condizione di povertà assoluta (la condizione cioè in cui la spesa per i consumi risulta essere “inferiore o uguale al valore monetario di un paniere di beni e servizi considerati essenziali per evitare gravi forme di esclusione sociale”). Tali condizioni, lungi dall’essere concentrate soltanto in talune aree del Paese, risultano invece diffuse sull’intero territorio, tant’è che nel Centro-Italia la percentuale delle famiglie che la vivono è del 6,4 % (contro il 7,5 % degli individui), mentre nel Nord è del 7,5% (contro l’8,5% degli individui), per poi attestarsi drammaticamente al Sud al 10,7% (contro il 12,7% degli individui). Tra i fattori che incidono sul composito mosaico della povertà assoluta si segnalano l’età anagrafica e il titolo di studio, rilevando tale status, quanto al primo fattore, nel 6,5% degli over 65, nel 9,4% dei 35-64enni, nel 12% dei 18-34enni e, dulcis in fundo, nel 13,4% dei minori (che, in termini assoluti, ammontano a 1,27 milioni), mentre, con riguardo al titolo di studio, nel 4% di coloro che posseggono un diploma di scuola superiore, nel 12,5% dei titolari di licenza media e infine nel 13% delle persone munite della sola licenza elementare o prive di alcun titolo di studio. La drammaticità di tale scenario è del tutto evidente soprattutto ove si consideri che esso pertiene all’ottava economia del pianeta. Di qui la necessità di un urgente intervento della politica volto a ristabilire, attraverso un articolato programma di specifiche ed efficaci misure, condizioni non più procrastinabili di decenza economica per le fasce di popolazione disagiate del Paese, facendo così anche proprio il messaggio del Sommo Pontefice Papa Francesco con cui ha recentemente ricordato di “Non distogliere lo sguardo dal povero” sottolineando altresì che “Un fiume di povertà attraversa le nostre città e diventa sempre più grande fino a straripare”.

Pubblicato sul quotidiano “Il Tempo” in data 31 ottobre 2023

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